I Classici della Letteratura Antica

Il sistema filosofico Sankhya

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Scritto da Francesco

KapilaTemple Diptiman Panigrahi

 

Il sistema filosofico Sankhya è conosciuto in occidente come "Enumerazione"; all'interno della sua costruzione, sono riportate sistematicamente tutti i suoi principi costitutivi. Per tradizione, questo sistema filosofico è considerato un Darshana perché alcuni suoi principi erano già evidenti in alcune Upanishad, nel Mahabharata e nella Bhagavad Gita.

Gli Indù , secondo Dasgupta , sono soliti classificare il loro sistema di filosofia in due classi, Nastika e Astika. Il punto di vista Nastika(na asti, non è) non ritiene infallibili i Veda,né tanto meno tenta di stabilire la propria validità attraverso quelli. Sono essenzialmente tre: le scuole di pensiero del Buddismo, del Jainismo, e della scuola materialista dei Charvaka. Le scuole ortodosse sono sei : Sankhya, Yoga, Vedanta Mimansa Nyaya e Vaisesika, più note come sistemi Saddharsana...

Tuttavia proprio per i punti di contatto relativi alla speculazione protofilosofica dei testi più antichi due di questi sistemi sono considerati come un sistema misto né ortodosso né eterodosso. Trattati spesso come una scuola unica, sono la scuola filosofica dei Sankhya di Kapila e quella dello Yoga di Patanjali. Nella Bhagavad Gita (5. 4-5) c'è una citazione:

...La gente puerile parla della conoscenza enumerativa, Sankhya e della pratica della concentrazione, Yoga, come se fossero due cose distinte; però chi conosce bene una di queste, raccoglie i frutti di entrambe. Lo stato raggiunto da coloro che seguono la via della conoscenza enumerativa è altresì raggiungibile anche da coloro che seguono gli esercizi della concentrazione interiore. L'attitudine intellettuale del conoscimento enumerativo e la pratica della concentrazione sono lo stessa cosa...Zimmer

Il sistema filosofico Sankhya è attribuito a Kapila. È, per alcune leggende, uno dei sette Richis o Santi, emanazioni di Brahma stesso, per altre è una incarnazione del Dio Visnu il conservatore delle forme. Gli vengono attribuite una collezione di Sutra o aforismi distribuiti in sei libri. L'esposizione migliore della sua dottrina è quella che è riportata nel Karika operadi, un testo di ridotte dimensioni , attribuito a Isvarakrisna, la cui metrica è divisa in sessantadue stanze o slokas.

...Nel Mahabharata XII 318, sono menzionate tre scuole Sankhya, una che ammette 24 principi, quella che ne ammette 25 (il più noto sistema ortodosso Sankhya) e l'ultima che ammette un Essere Supremo in aggiunta al Purusa per un totale di 26 principi.... Dasgupta. 272

La parola Sankhya equivale a numero perché la scuola si basa sull'enumerazione di 25 principi (tattva), però la sua radice significa anche raziocinio, deliberazione, è questo il questo nome più appropriato perché tutta la sua scienza poggia su solide basi che si conformano ai principi dell'uso legittimo della ragione e soprattutto della visione soteriologica della natura inquadrabile come un'entità inscindibile tra salvezza e prigionia. Per la scuola Sankhya, il manifesto è illusione, è il prodotto di Maya, è la realtà creativa che comprende al suo interno il concetto di mutazione e molteplicità. Il mondo è illusorio, illusorio è anche il suo processo temporale, tutto è interpretato come un processo evolutivo del componente materiale del divino, Prakriti,in relazione al suo componente spirituale,Purusa, per questo il tempo non ha né un principio né una fine ma è una successione continua e circolare della mutazione. Questa scuola, ammette , l'esistenza obbiettiva del mondo fenomenico, trovando un punto di unione con le più antiche Upanishad, che non negano l'obbiettiva esistenza del mondo. La natura, nel suo ciclo evolutivo, si trasforma prima nel complesso psicofisico dell'intelligenza e poi tramite processi successivi, in materia bruta. Ai componenti atomici di questi si arriva per una serie di materializzazioni di proprietà (Tanmatras).

Metafisica

Questa parte comprende la conoscenza, il principio delle cose, la combinazione delle une con le altre, la fine di tutte quante.

Esistono 25 principi:


La natura Prakiti, è la materia prima, la causa materiale universale, è la radice di tutte le cose, la materia primordiale indeterminata (mulapakriti), non è percepibile con i sensi è solo il nostro raziocinio a portarci alla conclusione che esiste osservandone gli effetti. E' la materia attiva, eterna, infinita, produttrice dell'intelletto, della coscienza, dei sensi e degli elementi, dei tre mondi, quello degli Dei, quello dell'uomo e quello degli animali, potremmo aggiungere con qualche forzatura anche quello vegetale e delle specie inferiori, batteri ,virus, protozoi e così via.

...Prakriti è la sostanza primordiale indifferenziata; è il principio passivo, che è rappresentato come principio femmineo, mentre Purusha , chiamato anche Pumas, è il principio attivo, rappresentato come maschile; sono i poli di ogni manifestazione...R.Guenon

L'intelligenza o il gran principio intellettuale Mahat o Buddhi , è la prima produzione della natura, non creata, ma generatrice di altri principi, Guna, che costituiscono la base filosofica posta a fondamento di tutti i sistemi teologici e filosofici indiani. I Guna sono tre: Sattva-guna(Virtù), Raja-guna(Passione) e Tamas-guna (Ignoranza). Sono le diverse influenze che l'Illusione esercita sugli esseri e sulle cose. Determinando tra l'altro , il modo di essere, di pensare, di agire dell'anima che condizionano. E' per la loro interazione che avviene la creazione, la conservazione e la distruzione dell'Universo. La parola Sattva significa lo stato ideale dell'essere, la bontà, la perfezione, la purezza cristallina, la chiarezza immacolata e la quiete assoluta; la qualità di Sattva predomina negli Dei e negli Esseri celesti e nelle persone dedite a fini puramente spirituali. E' questo il Guna che facilità l'illuminazione. Rajas, è il potere dell'intelletto oscurato e sopraffatto dalla passione, oscurando la vista non solo dell'universo ma anche di se stessi producendo oscurità intellettuale e morale. Nel mondo degli uomini, è la forza motrice della lotta quotidiana per l'esistenza, ispirando i nostri desideri, le nostre passioni e la volontà di godere nel mondo terreno, obbligando gli esseri a lottare per i beni materiali senza prestare troppa attenzione alle altrui sofferenze.

Tamas che significa oscurità è la causa prima della melanconia, dell'ignoranza e dell'illusione. Si manifesta sul piano umano con l'insensibilità di chi ha posto al centro di sè stesso il proprio ego. Ma è anche l'elemento equilibratore dell'eccessivo dinamismo del principio del Rajas.

La coscienza, chiamata Ahankara o Purusa. Il puro sentimento dell'io, la monade individuale di se stesso. Sentimento riposto i n colui che ha l'intelligenza e la convinzione della sua propria individualità (Abhimana). Deriva dal principio dell'intelligenza individualizzata e produce a sua volta cinque particelle o atomi che sono la prima forma di individualità. Tra i dieci organi esterni, i primi cinque sono chiamati organi dell'intelligenza e hanno il compito di percepire gli oggetti esteriori. e sono gli occhi, le orecchie, il naso, la lingua e la pelle; gli altri cinque sono chiamati organi dell'azione e sono: l'organo della parola,le mani, i piedi, l'orifizio inferiore del tratto intestinale e l'organo della riproduzione. L'undicesimo organo, quello interno, è il sentimento (Manas ) responsabile dell'intelligenza e dell'azione,e le essenze (Tanmatrs) dei cinque elementi, percepibili solo agli esseri di ordine superiore, ma incomprensibili, inaccessibili per i sensi imperfetti e grossolani degli uomini, particelle sottili, molecole o atomi, che producono i cinque grandi elementi; l'etere, l'aria, il fuoco, l'acqua e la terra. Ognuno di questi elementi acquista la qualità di quello che lo precede, in questa maniera, più un elemento della serie è lontano, maggiori qualità possiede.

L' etere possiede solo una qualità, il suono; l'aria ha due qualità, il suono e la tangibilità; il fuoco ne possiede tre, il suono, la tangibilità e il colore; l'acqua possiede quattro qualità, il suono, la tangibilità, il colore e il sapore; la terra ne ha cinque che sono le quattro già descritte più l'odore.

L'anima Atma, eterna, immateriale, inalterabile, individuale e sensibile

Queste sono i venticinque principi che secondo Kapila formano l'universo.

Riassumendo:


!) L'Universo ha come sua fondamenta una inscindibile dicotomia di monadi vitali (Purusa) e materia inanimata(Prakriti);

2) La materia Prakriti, anche se è fondamentalmente semplice, si manifesta sotto tre aspetti differenti chiamati Guna, paragonabili ai tre capi di una corda;

3) Ciascuna delle monadi vitali Purusa, associate alla materia Prakriti , si legano (Bandha) nella schiavitù di una incessante ruota della trasmigrazione (Samsara)

Creazione elementare o personale:

Per spiegarla Kapila suppone che l'individualità è una forma che ricopre l'anima come un involucro e si chiama persona sottile. Questa forma non dipende dagli elementi più grossi che compongono il corpo, ma che solo consta della riunione dell'intelligenza, della coscienza, delle cinque essenze sottili e degli organi che sono uniti alle stesse.


Creazione corporale:

Si divide in tre mondi. Nella parte superiore esiste il mondo della bontà(Sattwa) dove regna la virtù, e i cui abitanti sono esseri superiori all'uomo;

nella parte inferiore esiste il mondo dell'oscurità(Tamas) e dell'illusione, nel quale predomina l'ignoranza e la stupidità. I suoi abitanti sono esseri inferiori agli uomini, tra i due proprio nel mezzo è collocato il mondo degli uomini nel quale domina la passione (Rajasi). E' il palcoscenico della miseria che durerà fino a che l'anima riuscirà a disfarsi dei lacci che la uniscono alla persone sottili.


Creazione intellettuale:

Comprende i diversi stadi della comprensione. Le remore di queste inducono nell'errore, nelle opinioni presuntuose, nelle passioni che ci inclinano verso gli oggetti dei sensi, nell'invidia , nell'odio e nel timore.

L'incapacità dell'intendimento proviene dall'imperfezione o lesione dell'organismo tale come la sordità o la cecità. La soddisfazione dell'intendimento ha la sua origine in certe credenze e opinioni che le danno tranquillità; tuttavia non avendo alla base la conoscenza dei veri principi delle cose non possono effettuare la redenzione finale. Il perfezionamento dell'intelligenza si raggiunge attraverso quei mezzi che servono per prepararsi a ricevere la scienza che è l'unica che ci preserva dal male.

I' intendimento si divide in due serie parallele e antitetiche, la virtù, il giudizio, la tranquillità dei sensi o impassibilità la forza che è il potere di portare a compimento opere prodigiose, costituiscono la bontà. Il peccato, l'errore, l'incontinenza e la debolezza sono parte dell'oscurità. Come vediamo, la bontà, la passione e l'oscurità giocano un ruolo molto importante nella creazione corporale e individuale. Risiedono nella Prakriti o Natura e si estende da li fino a raggiungere tutti i gradi della creazione modificando i suoi diversi principi e diventando l'origine di una moltitudine di fenomeni. La bontà essenza dell'essere il cui effetto è quello di alleviare, illuminare e elevare l'animo, considerata nel mondo corporale prevale sul fuoco, che per questa ragione propende ad elevarsi come fa la fiamma.

La passione, tirannica, impetuosa, variabile, considerata nel mondo corporale, prevale sull'aria, che per la sua natura corpo,indocile, peculiare, si trova sempre in uno stato di grande agitazione ed è la causa del movimento trasversale del vento. Nel mondo dello spirituale la passione è la causa del vizio, che è da ritenere come un movimento trasversale dell'animo.

L'oscurità, già di suo è pesante, prevale nell'acqua e nella terra che per questa ragione sono animati da un moto di discesa o gravitazionale verso il centro nel mondo spirituale. E' causa della stupidità e dell'obnubliamento delle facoltà intellettive. Nonostante siano opposte una all'altra concorrono tutte e tre a raggiungere il medesimo scopo, come succede con l'olio, lo stoppino e la fiamma. Nonostante sono sostanze diverse una dall'altra tutte insieme concorrono a produrre la luce che illumina.


Del fine delle cose o della consumazione:

La redenzione consiste nella liberazione dell'anima di legami dalla prigionia dei legami della natura: si raggiunge solo quando comprende che questi lacci non sono nient'altro che apparenze fenomenali. Incomincia ad applicare questa osservazione agli elementi grossolani che formano il corpo; poi alla persona sottile e esamina i principi che ne derivano avverte che sono illusioni.

Vede dal primo momento che gli organi della sensazione e dell'azione e le cinque particelle sottili che insieme formano l'organismo individuale non ha nulla di reale Si libera anche della coscienza che è la forma intima della personalità .Non rimane altro che l'intelligenza che come forma particolare della materia o Prakriti conserva qualcosa di determinato Siccome ha una forma si considera quella cosa come fenomenale.

Liberata da tutto quello che costituisce la persona sottile l'anima è esente da tutti i vincoli della natura

Lo studio di questi principi conduce a questo risultato:

Non esiste l'Io né niente di quanto gli appartiene. Tutta l'essenza individuale è un sogno, questa è la verità liberatrice.


La Logica

Tre sono le origini della conoscenza umana, la percezione che ci rende l'idea degli oggetti sensibili, l'induzione, il raziocinio. Se una verità non si deduce dal raziocinio, e non può essere percepita né conosciuta per induzione, si considera rivelata.

L'induzione trasforma in legge generale tutto quello che passa attraverso la sfera della esperienza umana.

L'effetto esiste prima della causa, perché non essendo nient'altro che una emissione di quello in cui è contenuto è chiaro che deve precedere l'atto di questa stessa emissione. Cosi tutto quello che è percepibile e distinto è una manifestazione di quello che è contenuto in una causa generale, Prakriti. E' indistinta, indeterminata, perché è la causa anteriore di tutte le forme.

Sappiamo che gli effetti osservabili conservano meno analogia con la sua causa, nella misura in cui si allontanano dalla loro origine. L'ordine di successione si rappresenta con i diversi gradi della sua conformità con la causa di origine. La natura o Prakriti è una causa generale indistinta; così il suo effetto immediato deve essere quello che rappresenta la forma meno determinata e individuale. Questa è l'intelligenza; segue la coscienza come più determinata, fino a raggiungere progressivamente gli elementi più grossolani la cui forma si può distinguere con i sensi .L'esistenza dell'anima si può provare con un esempio un letto serve ad un uomo che intende dormire, una sedia a chi deve sedersi, così un insieme di oggetti sensibili sono destinati per l'uso di un essere diverso da quelli. Questa è l'anima. Ciascun spettacolo implica la presenza di spettatori, il mondo visibile è lo spettacolo, l'anima lo spettatore. Quando i saggi e gli uomini indotti convergono su uno stesso desiderio questo desiderio deve essere realizzabile. Tutti aspirano alla fine delle vicissitudini alla distruzione di quello che è variabile al riposo e alla astrazione più assoluta Bisogna c'è ci sia un qualcosa capace di astrazione assoluta e questo essere è l'anima Le anime esistono in gran numero, perché gli atti non sono conformi agli individui, come lo sarebbe se esistesse un'anima sola, quella che da vita a tutti i corpi. L'anima non è stata prodotta perché differisce tanto dalla sua natura, come chi vede l'oggetto al quale rivolge il suo sguardo.


Riferimenti bibliografici:

P.Masson Oursel-Esquisse d'une Historie de la Philosophie Indienne Ed. Librarie Orientaliste Paul Geuthner Paris

H.Zimmer-Philosophies of India Ed. Routledge e Kegan Paul .London

J.R. Ballantyne- Sankhya Aphorisms of Kapila Ed. Trubner e Co. London

H.T. Colebrooke-Essais sur la Philosophie des Hindous Ed.Firmin Didot Paris

S.Dasgupta. A History of Indian Philosofy Ed. Cambridge Press

R.Guenon. El hombre y el su devenir segun el Vedanta

J.Campbell.As Mascaras de Deus Ed.Palas Athena Sao Paulo

T.G.Luna. Manual de Historia de la Filosofia.ed.Rivadeneyra Madrid

J.F.Clarke.Ten Great religions: an Essay in Comparative theology Ed. J.R.Osgood Boston

Copyright 2011 Il sistema filosofico Sankhya. Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported.
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