Medicina

Gli Omega 3

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Scritto da Alba
 

Da una serie di studi epidemiologici, si è rilevato come un largo consumo di pesce fondamento della dieta di alcune popolazioni, soprattutto eschimesi, si accompagna ad una ridotta incidenza di mortalità per patologie cardiovascolari. Studi condotti successivamente in popolazioni sottoposte allo stesso regime alimentare non hanno tuttavia confermato i risultati di questi studi. Un numero di controlli randomizzati, hanno esaminato gli effetti di una dieta a base di pesce e somministrazione di olio di pesce su pazienti cardiopatici, con risultati alterni. Complessivamente, gli studi effettuati sembrano dimostrare che una supplementazione di omega 3, acidi grassi a lunga catena comprendenti acidi grassi presenti nelle specie marine, in special modo nel fegato di alcuni pesci tra i quali il salmone e lo sgombro costituiti da acido eicosapentatenoico (EPA) e docosahexaenoico (DHA) e da acidi grassi presenti in alcune specie vegetali acido ά-linoleico hanno un effetto protettivo sulle pareti delle arterie,a vantaggio di coloro che presentano patologie cardiovascolari.

In un vasto studio randomizzato da parte del Gruppo Italiano per lo studio della sopravvivenza nell'Infarto del Miocardio (GISSI)-Prevenzione trial, 11324 pazienti infartuati di recente, hanno ricevuto in condizioni random acidi grassi omega 3 in capsule da 850 mg di EPA e DHA sotto forma di dietil estere, vitamina E in dosi da 300mg, entrambi o nessun integratore. Alla fine del periodo di osservazione della durata di tre anni e mezzo, il gruppo che ha assunto solo omega 3, statisticamente ha avuto una significativa riduzione in entrambi gli end point primari rispetto agli altri gruppi trattati: riduzione della mortalità del 10% per malattie cardiovascolari, infarto del miocardio non fatale e stroke non fatale. Benefici si sono anche avuti nella percentuale del 20% nei casi di mortalità generale e un decremento del 45% nel caso di morte improvvisa rispetto agli altri due gruppi compresi nel trial. La somministrazione di vitamina E sembra non abbia apportato nessun beneficio.

Il meccanismo fisiologico sul quale agiscono gli acidi grassi devono essere ancora focalizzati. Il consumo giornaliero di 4gr di olio di pesce fa registrare un decremento serico del 25-30% di trigliceridi, un incremento di HDL-C nella misura del 1-3% un incremento del 5-10% del LDL-C, dovuta ad una riduzione quantitativa in LDL della misura delle particelle aterogeniche. Un altro effetto benefico degli omega 3 sembra sia la sua azione antiaritmica e antitrobotica, migliorando la funzione endoteliale attraverso il rilascio di NO2.Sono stati presi in considerazione anche gli effetti antiaterogeni e antiinfiammatori, dimostrando un loro possibile ruolo nell'alterazione dell'adesività molecolare parte integrante del meccanismo che porta alla formazione di placche aterosomiche.

Riassumendo, sembra che l'integrazione della dieta con omega 3 abbia un significativo effetto sulla riduzione delle coronariopatie dovuta in larga misura ad un'effetto antinfiammatorio.

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