Medicina

Storia della Medicina del Mesoamerica

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Scritto da Miralba

 

Tempio del giaguaro

Quale posto occupa la medicina nella storia e nella cultura delle civiltà antiche? E' questa la domanda che mi sono posta quando mi sono trovata di fronte ad una mole di documenti e libri della storia della civiltà Mesoamericana. Ora partendo dal concetto che la cultura è la linfa vitale di un sistema delle idee di ogni tempo, quelle stesse idee delle quali l'uomo ha vissuto, vive e vivrà e applicando questo pensiero alla medicina, è chiaro che queste idee hanno subito nel tempo notevoli variazioni, si è passati dal concetto di medicina magica a quella religiosa, a quella empirica, per giungere alla medicina scientifica. Naturalmente la medicina di queste popolazioni ha seguito il percorso comune della medicina di tutte le civiltà antiche, sviluppandosi in maniera sorprendente nel campo delle conoscenze erboristiche, tanto che potremmo considerarla la più grande, grazie anche alla ricchezza della flora adattatasi in ogni nicchia ecologica, permettendo ad ogni gruppo etnico di disporre di una grande quantità di piante utilizzabili per la cura di numerose malattie

 

Le origini della civiltà del Mesoamerica

 

La civiltà Mesoamericana sorse e si sviluppò sul territori dell'attuale Messico. La parola Mesoamerica nel significato corrente è impiegata non tanto come connotazione geografica, ma storica e antropologica e designa una Regione dell'attuale America Centrale e del Nord, dove nacquero e si svilupparono avanzatissime culture indigene, solo uguagliate dalle culture indigene delle Civiltà Andine dell'America del Sud. Le popolazioni indigene, nel loro primo flusso migratorio,giungendo dall'Asia attraverso lo stretto di Bering, secondo un'opinione sempre più diffusa tra gli studiosi, si insediarono su un'ampia area di circa 320˙000 Km², comprendente la penisola dello Yucatan,Quintana Roo Chiapas, Tabasco, Campeche e parte dell'attuale Belize e Honduras. Queste genti costituivano un gruppo complesso di etnie con linguaggi, usi e costumi diversi, composte in prevalenza dai Quichè, Cachiquelas, Cholos e Maya. Tra i vari gruppi etnici, il gruppo degli Haxtec si separò, in un'epoca remota, per stanziarsi al di fuori del territorio comune, il flusso migratorio si indirizzò verso le terre basse e calde che occupano la zona di Nord Ovest comprese tra Veracuz e Taumalipas. L'antropologia fisica e linguistica stabiliscono un nesso indissolubile tra gli Huaxtec o Huastechi e i Maya, i primi pur sviluppando una cultura propria, mantennero un linguaggio strutturalmente simile a quello della famiglia linguistica di ceppo Maya. Questi popoli ebbe uno sviluppo ben diverso dalle culture precedentemente sviluppatesi nel Vecchio Continente; la civiltà cinese, sul finire del III° sec. a.C.,iniziò ad unirsi in Regni e si stanziò lungo lo Huang He, il Fiume Giallo e lungo il corso dello Chang Jang il Fiume Azzurro; i primi insediamenti delle popolazioni Indiane avvennero lungo l'Indo e sul Gange, mentre all'indomani della penetrazione dei Sumeri in Mesopotamia, stanziatisi tra il Tigri e l'Eufrate ebbe origine la civiltà Assiro-Babilonese. L'Egitto raggiunse quell'alto grado di civilizzazione grazie al Nilo, l'Egitto fu il Nilo; quello che per gli altri popoli furono i fiumi, per la civiltà Ellenica fu invece l'Egeo. Il binomio fiume-civiltà, è stato il presupposto per avallare l'ipotesi che le più grandi civiltà della Terra fossero civiltà fluviali. Le civiltà Mesoamericane, al contrario non furono civiltà fluviali, ma non si può negare il loro alto grado di sviluppo, tutte le città furono prospere e fiorenti. L'allevamento del bestiame e degli animali domestici, di importanza vitale per le popolazioni del Vecchio Continente, dove l'allevamento dei cavalli era stato diffuso dalle genti provenienti dalla steppa Euroasiatica, era del tutto sconosciuta tra queste popolazioni, uniche civiltà a non conoscere animali da tiro ed essere prive del tutto di mezzi di trasporto terrestri, allevavano solo animali da compagnia come il cane, i porcellini d'India e le api. Solo le civiltà andine degli Inca, iniziarono l'allevamento dei lama. Praticavano invece l'agricoltura, anche se probabilmente fu un'agricoltura di solo sostentamento, essendo sconosciuto l'aratro e l'uso della ruota scoperta dai Sumeri nel 3000 a.C. Le popolazioni del Mesoamerica le cui origini sono ancora fonte di accesi dibattiti, sembra si siano sviluppate in modo autonomo, indipendentemente dal contatto con altre civiltà. L'invenzione del bronzo, sembra sia avvenuta in Perù senza l'influenza di genti provenienti da flussi migratori del Vecchio Continente. Come ricordato, l'alba della civiltà del Vecchio mondo risale al 3000 a.C. In quella data le popolazioni precolombiane secondo il pensiero di Arnold Toynbee, iniziarono a dedicarsi alla coltivazione del mais, quello che chiamavano “Kukuruz”, pianta fonte principale del loro sostentamento. Nella Caverna del Pipistrello in Messico, sono state trovate pannocchie la cui datazione con il Carbonio risale attorno al 2500 a.C. Questo secondo la paleobotanica, lascia supporre una selezione genetica delle piante, non riscontrata nelle pannocchie di ritrovamenti di epoche più antiche come nella caverna di Coxcatlan presso Puebla risalente a 4000 a.C. Il loro sistema di scrittura era un sistema di pittografie ossia rappresentazioni stilizzate di persone, animali, piante, eventi e fenomeni naturali. Nonostante questi limiti, le popolazioni Pre-colombiane ebbero indubbiamente una superiorità intellettuale su tutto il Vecchio Continente. I Maya ad esempio possedevano una visione filosofica della vita, unita ad un grande senso di equanimità di giudizio, una architettura che aveva raggiunto la perfezione e una scienza matematica che faceva di loro i Greci del nuovo mondo. Gli Atzechi, al contrario, si svilupparono soprattutto nel campo militare e politico, paragonabile alla civiltà Romana. La cultura dei Greci influenzò quella dei Romani, così la cultura Maya influenzò moderatamente le civiltà Atzeche e Inca. Come per tutti gli uomini primitivi, la medicina indigena si confondeva con la magia e la conoscenza con la superstizione. I sacerdoti e gli stregoni erano i soli a lottare contro le malattie, i primi per calmare la collera degli Dei e i secondi per scongiurare l'influsso malevolo degli astri e degli spiriti. Le popolazioni del Mesoamerica quando cominciarono ad comprendere e a differenziare le malattie, le identificarono con nomi specifici e trovarono per ciascuna di loro un rimedio appropriato. Il contributo più grande alla medicina farmacologica, fu garantito dalle conoscenze erboristiche delle quali ne beneficiarono indubbiamente anche in Europa. Nella pratica medica certi personaggi erano specializzati in salassi l'equivalente dei medici flebotomi Spagnoli, altri praticavano un alto grado di chirurgia, curavano le ustioni, riducevano lussazioni, immobilizzavano gli arti fratturati, drenavano ascessi, effettuavano le trapanazioni del cranio. Queste procedure erano effettuate sotto l'azione di droghe allucinogene, ben note agli indigeni al fine di attenuare e ridurre la sensibilità individuale al dolore. In campo ostetrico le loro conoscenze per la gestione della gravidanza erano piuttosto avanzate, erano infatti in grado di intervenire con manovre esterne e in caso di necessità di ricorrere al parto cesareo.

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