Alimenti e nutrizione

La vitamina F - Acidi Grassi Essenziali

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Categoria: Alimentazione

 

Quella che per lungo tempo è stata chiamata vitamina F(da Fatty Acid) è in realtà un gruppo di acidi grassi polinsaturi non sintetizzabili dall'organismo, al pari degli amminoacidi essenziali. Sul finire degli anni 20, due ricercatori, Burr e Burr, partendo dall'osservazione di alterazioni presenti in persone che non assumevano abitualmente grassi di nessun genere nella loro dieta, giunsero alla conclusione che all'interno della categoria acidi grassi, dovevano necessariamente essere presenti grassi non prodotti per via endogena ma la cui fonte di introduzione doveva avvenire per  via alimentare, da qui il nome di acidi grassi essenziali. L'organismo umano è capace di provvedere da solo all'approvvigionamento di acidi grassi con l'eccezione di:

 

Acido α-linolenico (18:3 ω-3)

Acido linoleico (18:2 ω-6)

 

che pertanto rappresentano dal punto di vista alimentare la classe più importante di acidi grassi grassi polinsaturi alimentari, secondo l'orientamento del Food and Nutricional Board, il fabbisogno giornaliero di acidi grassi polinsaturi è pari a 1%

dell'apporto calorico giornaliero all'interno di una dieta perfettamente bilanciata così ripartita:

 

Per gli uomini:

 

1-2% delle calorie sotto forma di acido linoleico 18:2 ω-6(circa 6 grammi)

0,2-0,5% come acido linoleico(18:3 ω-3)(circa 1,5 grammi).



Per le donne:

2% delle calorie sotto forma di acido linoleico omega-6 (circa 4,5 grammi)

0,5% come acido linoleico(18:3 ω-3)(circa 1 grammo).



Per azione di alcuni enzimi specifici ciclossigenasi e lipossigenasi, presenti nel fegato, danno origine agli acidi grassi polinsaturi a lunga catena LC-PUFA composti che hanno un ruolo chiave nei processi infiammatori e di difesa dell'organismo.

L'acido linoleico LA18:2 omega6 era stato riconosciuto come un nutriente essenziale già nel 1929 da Burr e Burr e da Hansen nel 1962. Questo acido è ampiamente diffuso negli oli vegetali e può essere convertito in acido Arachidonico ARA20:4 omega6. Gli ARA sono molto abbondanti nei fosfolipidi delle membrane cellulari, dove svolgono un ruolo importante a livello immunologico dando origine ai mediatori dei processi infiammatori come gli Eicosanoidi e Endocannabinoidi (Prostaglandine, Trombossani e Leucotrieni) non disdegnando una partecipazione attiva nell'espressione genica dei:



Peroxisome Proliferator-Activated Receptor (PPAR)

Sterol Responsive Element- Binding Protein (SREBP)



I sintomi da carenza si manifestano con ritardo dell'accrescimento, lesione della pelle, difficoltà riproduttiva, steatosi epatica (Marszalek e lodish 2005).

L'acido grasso alfa-linoleico ALA 18:3 omega 3, è stato riconosciuto solo recentemente (2006 ) come nutriente essenziale( Heird e Lapillonne 2005).

E' presente negli oli vegetali come olio di lino, olio di colza o nella variante canola e soia. Da questo acido grasso derivano l'acido eicosapentaenoico EPA 20:5 omega 3 e acido docosaexaenoico DHA 22:6 omega 3. Questi PUFA sono presenti negli oli di pesce come salmone, sardine, sgombri, merluzzo e tonno. Sono, come già ricordato componenti essenziali della membrana cellulare. Gli EPA come l'ARA possono a loro volta dare origine agli eicosanoidi, con un'azione ancora più potente a livello antinfiammatorio. Il DHA è il acido grasso più abbondante nelle membrane cellulari del cervello e nella retina; l'acido eicosapentaenoico (EPA) è il principale precursore delle prostaglandine della serie 3, che svolgono un’attività antiaggregante piastrinica.

Tra i sintomi di carenza di questi acido troviamo problemi di apprendimento, problemi visivi, ritardo psicomotorio.

Ci sono studi importanti che sottolineano l'importanza di questi grassi a supporto della teoria del ruolo fondamentale giocato dagli acidi omega 3 nelle patologie cardiache fatali, sull'effetto antinfiammatorio , nella prevenzione del diabete e quindi nella dinamica dell'insulina, avanzando l'ipotesi che questi grassi conferirebbero alla membrana cellulare una minore rigidità che faciliterebbe il legame con i recettori presenti sulla stessa e, ancora in fase di studi, la teoria di un ruolo attivo nella prevenzione di alcuni tipi di cancro e nella cura della malattia da iperattività ADHD nel bambino e nell'adolescente. Entrambi gli acidi sono indispensabili per l' accrescimento e la riparazione dell'organismo, e possono essere utilizzati a loro volta per la produzione di altri acidi grassi come ad esempio l'acido arachidonico, competendo con gli stessi enzimi che li allungano e desaturano nel fegato per dare origine ai rispettivi PUFA. Per questa ragione è indispensabile un loro bilanciamento nella dieta che deve rispettare la proporzione di 5: tra omega 6 e omega3

 

CH3(CH2)4CH=CHCH2CH=CH(CH2)7CO2H linoleic acid -5 ºC

CH3CH2CH=CHCH2CH=CHCH2CH=CH(CH2)7CO2H linolenic acid-11 ºC

CH3(CH2)4(CH=CHCH2)4(CH2)2CO2Harachidonicacid-49 ºC

 

 

Non possono essere considerate in senso stretto delle vitamine, in quanto vengono utilizzate anche dall'organismo come materiale plastico e strutturale.

Gli acidi grassi essenziali sono soprattutto acido linoleico 18:2 e acido linolenico 18:3. Una delle caratteristiche fondamentali e quella di seguire vie metaboliche totalmente indipendenti, di conseguenza un acido omega 3 non può essere trasformato in un acido omega 6, pur conservando entrambi la capacità di aumentare ulteriormente il grado di insaturazione e l'allungamento della catena carboniosa attraverso reazioni enzimatiche comuni che implicano un aumento della catena(allungamento) e formazione di doppi legami(desaturazione). La prima avviene per introduzione di carbonio nell'estremità carbossilica dell'acido per azione dell'enzima elongasi.

La desaturazione avviene invece per azione della desaturasi che introduce il doppio legame tra C9 e il gruppo carbossile.

Sono importantissimi precursori di numerevoli sostanze del nostro organismo con rilevanti implicazioni nella regolazione della pressione arteriosa sulla quale agirebbero attraverso la soppressione di alcune sostanze con azione vasocostrittrice, riduzione della noradrenalina plasmatica, regolazione del calcio e aumento della fluidità di membrana.

Gli acidi grassi essenziali svolgono un ruolo complesso e diversificato. In primo luogo occupano un posto importante nella costituzione delle cellule e degli organelli subcellulari partecipando alla struttura delle membrane che le delimitano.

Negli stati di carenza di acidi grassi essenziali o a seguito della loro perossidazione le membrane cellulari modificano la loro permeabilità selettiva mentre i mitocondri e le rispettive membrane vanno incontro a significative alterazioni morfologiche e biochimiche con fenomeni di rigonfiamento, di lisi e inibizioni di quegli enzimi mitocondriali che richiedono l'integrità della struttura di membrana per una loro normale funzione catalitica.

Gli acidi grassi essenziali influenzano il metabolismo delle prostaglandine una classe di lipidi polari dotati di un'attività ormonale molto pronunciata. Essi antagonizzano l'effetto lipolitico delle catecolammine e dell'ACTH e dei potenti inibitori dell'aggregazione piastrinica.

Gli acidi grassi polinsaturi sono indispensabili per il regolare metabolismo delle frazioni lipidiche. Attualmente si tende a dare importanza al rapporto tra la vitamina F e la quantità di colesterolo. Con l'approfondimento degli studi relativi al meccanismo delle lesioni aterogene, le cosiddette placche arteriose, si è individuata la causa, non più sulla quantità del colesterolo totale , ma sul colesterolo libero o esterificato con acidi grassi saturi poiché in tale circostanza sarebbe metabolicamente inattivo.

La carenza di acidi grassi polinsaturi, da insufficiente apporto alimentare, ha come conseguenza l'utilizzazione degli acidi grassi disponibili, saturi e monoinsaturi verso l'esterificazione del colesterolo. Gli esteri formati con gli acidi saturi a causa del loro maggior punto di fusione, tendono diversamente dagli esteri formati con gli acidi polinsaturi, a precipitare nei tessuti dell'organismo e in particolar modo sulle pareti venose causa di stati distrofici e turbe metaboliche a possibile effetto aterogenico.

La grande importanza strutturale, plasmatica e ormonale degli acidi grassi polinsaturi, con una funzione intermedia tra la vitaminica e l'alimentare, può essere paragonabile al ruolo svolto dagli amminoacidi essenziali, questo comportamento richiama l'attenzione sull'importanza di un sufficiente apporto di questi fattori nutritivi le cui fonti alimentari sono particolarmente abbondanti in alcuni oli vegetali e in misura minore nel grasso bovino, latte burro. Ma l'interesse sopra le fonti alimentari degli acidi grassi polinsaturi si sono notevolmente indirizzate verso gli oli ricavati da alcune specie ittiche marine. Sono quest'ultime ricche in acido grasso eicosapentaeonico (EPA) e acido docosaexaenoico (DHA), che sono le forme allungate e insature attive della serie omega 3, che possono essere assorbite direttamente dal ciclo metabolico degli esseri umani. Prodotti dalle alghe marine, si inseriscono in forma attiva nella catena alimentare dei pesci. La quantità maggiore di EPA e DHA è contenuta nei pesci che vivono in acque molto fredde come il salmone e il merluzzo.

Negli oli vegetali la quantità di vitamina F espressa in grammi per cento grammi di prodotto è la seguente:

Olio di semi di vinaccioli-83gr

Olio di semi di soia-52/68gr

Olio di noce-67gr

Olio di seme di girasole-46/60gr

Olio di seme di arachidi -26gr

Olio di oliva -9gr

 

Riferimenti bibliografici:

Lad S.S., Leach M.J., Ross M.J.-Polyunsaturated fatty acids (PUFA) for attention deficit hyperactivity disorder (ADHD) in children and adolescents.

Source: Western Sydney and Nepean Blue Mountains Mental Health Service, Parramatta, Australia.

Marszalek J.R., Lodish H, Doicosahexaenoic acid, fatti acid-interacting proteins and neuronal function. Annual Rewview of Cellular Development Biology N. 21Smith W., Mukhopadhyaay R.-Essential fatty acids: the work of George and Mildred Burr. SourceUniversity of Michigan Medical School, USA.

Mori TA, Beilin LJ. Long-chain omega-3 fatty acids, blood lipids and cardiovascular risk reduction. Curr Opin Lipidol 2001;

Morrison R.T. Boyd R.N.-Chimica Organica.Ed. CEA 1976

Barker R.-Cimica organica dei composti biologici-Ed. Zanichelli1974

Marks J.-Vitamins in health and disease.Ed.Longman 1969



 

 

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