Alimenti e nutrizione

Vitamina D

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Categoria: Alimentazione

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Già nel 1645, Whistler aveva descritto il rachitismo,la principale manifestazione clinica della carenza di vitamina D. Questa malattia era diffusa specialmente tra la gente povera dei paesi del nord Europa,dove entrava in gioco oltre che un'alimentazione scarsa e poco variata,anche la carenza di luce solare per diversi mesi all'anno. Fu Elmer V. MacCollum nel 1929 che scoprì come responsabile del rachitismo è la carenza di un fattore regolatore del meccanismo di fissazione del calcio nelle ossa.


Biochimica


Le vitamine D,biologicamente importanti,sono l'ergocalciferolo o vitamina D2 e colecalciferolo o vitamina D3,derivanti da due provitamine,la prima dall'ergosterolo,l'altra dal 7-deidrocolesterolo. Le provitamine chimicamente sono steroli,infatti differiscono dal nucleo tetraciclico del ciclopentanoperidrofenentrene solo per alcune strutture delle catene laterali.

La vitamina D ha due origini distinte:

A) cutanea: viene sintetizzata nello strato malpighiano del tessuto cutaneo,dove è presente il suo precursore il 7-deidrocolesterolo, per l'azione dei raggi ultravioletti,compresi tra 290-317nm.La reazione di fotolisi procede molto lentamente e non è un processo enzimatico.

B) alimentare: per irradiazione dell'ergosterolo presente negli alimenti e conversione in vitamina D2 o ergastosterolo irradiato.

Da quanto sopra si evince l'importanza della luce solare per la vita degli esseri umani.

Le vitamine D si presentano sotto forma di cristalli liposolubili,stabili al calore e resistenti all'ossidazione.

Con i normali trattamenti di conservazione e di cottura dei cibi non si apprezzano perdite rilevanti.


Fabbisogno


La dose minima raccomandata è pari a 100 U:I( 1U:I è pari a 0.000025mg di vitamina D3),quantità generalmente formata per sintesi cutanea. Dosi superiori,sono consigliate ai lattanti, alle donne in gravidanza,durante l'allattamento e nei bambini in fase di accrescimento.


Metabolismo

vitamina D

 

 

 

 

 

Le vitamine D2 e D3 alimentari e la vitamina D3 endogena, circolano nel sangue legate ad un α-globulina con funzione di carrier,la transcalciferina;il tessuto adiposo,la pelle l'osso sono deputati all'immagazzinamento. La vitamina D,come tutte le vitamine liposolubili,con il concorso degli acidi biliari viene assorbita nel tratto intestinale. Una volta legata con la trancalciferina raggiunge il fegato,dove a livello dei microsomi delle cellule epatiche subisce un idrossilazzione in posizione 25,trasformandosi in 25-idrossiergocalciferolo e 25-idrossicalciferolo.

La seconda tappa metabolica avviene a livello dei mitocondri delle cellule tubolari del rene e porta alla trasformazione delle forme metabolicamente attive,ovvero 1,25(OH)2d2 1.25(OH)D3o calcitriolo, il processo di idrossilazione avviene in posizione 1α.

Tutto il processo di attivazione delle vitamine D è regolato dal paratormone,che esercita un'azione di stimolo alla produzione dell'1α-idrossilasi,con la mediazione dell' AMP ciclico. Esiste un meccanismo di inibizione a feed-back,in base al quale sono i livelli plasmatici della vitamina stessa ad inibire l'1α-idrossilasi necessaria all'idrossilazione,inoltre alti livelli di vitamina D attiva,forma l'enzima 24-idrossilasi formando il 24-25(OH)D inattivo.

La vitamina D è legata al metabolismo del calcio e del fosforo. Il suo campo d'azione comprende l'intestino,l'osso e il rene. A livello intestinale aumenta l'assorbimento del fosforo e del calcio,stimolando alla sintesi una proteina carrier,la CaBP (proteina legante il calcio),che ha la funzione di trasportare il calcio dal lume intestinale al sangue.

Nell'osso la vitamina D attiva la liberazione degli osteoclasti al riassorbimento osseo con liberazione di calcio e fosforo. Nel rene invece,le forme attivate,stimolano il riassorbimento tubulare del calcio e del fosforo.

La carenza di vitamina D nel bambino ha come conseguenza il rachitismo,mentre nell'adulto si traduce in osteomalacia.

La vitamina D2 si trova nelle cellule vegetali irradiate,mentre nei tessuti di mammiferi e pesce è presente soprattutto la vitamina D3.In alcuni alimenti come il latte e le uova,il contenuto vitaminico può subire delle variazioni stagionali,dipendenti soprattutto dalla dieta e dall'esposizione al sole.

Ad esempio il latte di mucca,portata all'alpeggio,in estate ha un contenuto di vitamina molto maggiore rispetto all'inverno, lo stesso fenomeno è riscontrabile nel tuorlo d'uovo proveniente da galline allevate a terra, in estate per effetto della maggiore esposizione alla luce solare, il contenuto vitaminico subisce un incremento tre volte superiore rispetto all'inverno.

L'assunzione giornaliera raccomandata non deve essere superiore a 50µg al giorno, questo per evitare manifestazioni di tossicità acuta o cronica, evento che può verificarsi quando il livello di vitamina circolante supera i 100 ng/ml. La tossicità da eccesso vitaminico si manifesta con  nausea, diarrea, ipercalciuria, fenomeni di calcificazione dei tessuti molli e poliuria.

Il latte di mucca è generalmente molto ricco di vitamina, il suo contenuto è di 3 U.I. per 100 gr, un alto contenuto si riscontra nel formaggio, nel burro, nell'olio di fegato di Ippoglosso e di Tonno, nell'olio di semi di mais e nel cacao in polvere.

Copyright 2011 Vitamina D. Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported.
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