I Classici della Letteratura Antica

Manava Dharma Sastra Libro II° Sacramenti e Noviziato

Stampa
Scritto da Francesco

1” Apprenderete quali sono i doveri osservati dagli uomini virtuosi, saggi nei Veda, sempre inaccessibili all'odio come all'amore appassionato; doveri che sono scolpiti nel cuore, quale mezzo per raggiungere la beatitudine.

 

2” L'amore per se stesso [L'amore per se stesso é l'abitudine di operare per interesse] non è degno di essere elogiato nonostante nulla in questo mondo sia esente da esso; in effetti lo studio delle Sacre Scritture ha per tema l'amore per se stesso, ugualmente alla pratica degli atti prescritti nei Testi Sacri.

 

3” Dalla speranza di un profitto nasce la diligenza; i sacrifici hanno come movente la speranza; è noto che le pratiche della devozione austera, e l'osservanza pietosa derivano dalla speranza di una ricompensa.

 

4” Non si è mai visto qui sotto, nessun atto compiuto da un uomo che non

provi desiderio; in effetti pur facendo quel che vuole, il desiderio è il suo solo movente.

 

5” Compiendo perfettamente i doveri prescritti, senza aver per movente la speranza di una ricompensa, l'uomo raggiunge l'immortalità [Ottiene la liberazione finale], in questo modo gode della realizzazione di tutti i desideri che il suo spirito abbia potuto concepire.

 

6” La legge ha come fondamento: il Veda intero, le prescrizioni e le pratiche morali di coloro che lo posseggono, i costumi immemorabili della gente perbene, e nei casi soggetti a dubbio, la soddisfazione interiore.

 

7” Qualunque sia il dovere imposto da Manu a questo o quell'individuo, questo dovere è completamente dichiarato nelle Sacre Scritture dato che Manu possiede tutta la Scienza Divina.

 

8” Il saggio dopo aver esaminato interamente questo sistema completo di leggi con lo sguardo del sapere pietoso, deve, riconoscendo l'autorità della Rivelazione, racchiuderlo nel suo dovere.

 

9” In verità, l'uomo che si conforma alle regole prescritte dalla Rivelazione (Sruti) e dalla Tradizione (Smirti ), acquista gloria in questo mondo e perfetta felicità nell'altra.

 

10” Bisogna sapere che la Rivelazione (Sruti) è il libro Sacro (Veda) e la Tradizione , il Codice della Legge (Dharma-Sastra), l'una e l'altra non devono essere messe in discussione in nessun punto infatti il sistema dei doveri dipendono interamente da loro.

 

11” Tutti gli uomini delle prime tre classi, che abbracciano con scetticismo le opinioni dei Libri Sacri, disprezzandoli, devono essere esclusi dalla compagnia della gente per bene, come si fa con gli atei e i denigratori dei Testi Sacri.

 

12” I Veda, la Tradizione, i buoni costumi, il proprio contento, sono a detta dei saggi le fonti del sistema dei doveri.

 

13” La conoscenza dei doveri è sufficiente a coloro che non hanno attaccamenti né alla ricchezza ne ai piaceri; e per coloro che cercano di comprendere il dovere volgendo uno sguardo interessato, l'autorità suprema è la rivelazione divina.

 

14” Ma allorché la Rivelazione offre due precetti apparentemente contraddittori, ambedue sono riconosciti come leggi, queste due leggi sono dichiarate dai saggi entrambe valide.

 

15” Per esempio, è stato detto nei Libri Sacri che i sacrifici devono essere fatti prima del sorgere del sole, prima del suo levarsi, quando non si vedono né il sole né le stelle; di conseguenza il sacrificio può avere luogo nell'uno o nell'altro di questi momenti.

 

16” Colui il quale, dopo la cerimonia della concezione fino alla traslazione al cimitero, accompagna tutte le cerimonie con le preghiere d'uso, deve essergli riconosciuto il privilegio di leggere questo codice, privilegio che qualcun altro non può avere [Infatti la lettura di questo codice era permesso solo agli uomini delle prime tre classi; era proibito invece ai Sudra].

 

17” Tra i due fiumi divini di Saraswati [Il Saraswati é il fiume che discende le montagne del Nord_Est della provincia di Delhi, da qui si dirige verso il Sud_est disperdendosi nel Gran Deserto di Bhatti. Secondo gli Indù continua il suo corso sotto terra da dove va a riunirsi con il Gange e lo Yamunà] e di Drichadwati [Il Drishakwati é il fiume che corre a Nord_Ovest di Dehli], si trova racchiuso un grande spazio; questa contrada, degna degli Dei, risponde al nome di Brahamavarta.

 

18” La tradizione che si perpetua in questo paese dai tempi immemorabili, tra le classi primitive e le classi miste, è stato dichiarato buon costume.

 

19” Couroukchetra [Couroukchetra, contrada vicino a Dehli fu teatro della sanguinosa battaglia tra i Pandas e i Koravas. Questi principi erano i figli di due fratelli, Dritarashtra e Pandu, discendenti del re Kuru. Il racconto di questa epica battaglia è il tema del grande poema epico Mahabarata], Matsya, Pantchala o Canyacoubia [Era l'antico nome indiano, cambiato poi in Canoudjje. La parola in sanscrito canya significa giovane figlia, coubja, gobba, etimologia tratta dalla storia delle cento figlie di Kusanabha, re di Canoudje, che furono deturpate nel fisico dal Dio Visnù, come punizione per non aver soddisfatto i suoi desideri; il re loro padre le diede in spose ad un santo personaggio chiamato Brahmadatta. Al momento della cerimonia, riacquistarono la loro bellezza.(Ramayana, L.I. c.XXXIV)], Sourasenaca o Mathoura [Città vicino Agra], formano le contrade chiamate Brahamarchi, vicino a quella di Brahmavarta.

 

20” E' dalla bocca di un Brahmano, nato in questo paese, che tutti gli uomini devono apprendere le regole della condotta speciale.

 

21” La regione situata tra i monti Himavat [Catena dell'Himalaya] e Vindhya, ad est di Vinasana e ad ovest di Prayaga [Luogo di pellegrinaggio alla confluenza del Gange e del Djemna, chiamato poi Allahabad], è chiamata Madhyadesa (paese di mezzo).

 

22” Dal mare orientale fino al mare occidentale, lo spazio compreso tra queste due montagne sono designate dai saggi con il nome di Aryavarta (rifugio degli uomini onorabili).

 

23” Tutti i luoghi dove si incontra naturalmente la gazzella nera sono riconosciuti convenienti per il compimento del sacrificio; diversamente dal paese dei Mletchhas [Luogo non propizio ai sacrifici, infatti gli indiani chiavavano Mletchahas gli stranieri e i barbari];

 

24” Coloro che appartengono alle prime tre classi devono scegliere con molta cura i luoghi che verranno designati; ma un Sudra, se è così povero per procurarsi il suo sostentamento, può dimorare in qualunque posto;

 

24” L'origine della legge e la produzione di questo universo vi è stato esposto sommariamente; apprenderete ora le leggi concernenti le classi.

 

25” Con i riti propiziatori comandati dai Veda, devono essere compiuti i sacramenti (Sanscaras) [Sono delle cerimonie di purificazione delle prime tre classi; i principali sono enumerati nelle stanze seguenti; il matrimonio é l'ultimo di questi sacramenti] che purificano i corpi dei Dwidjas [Significa nato due volte, generato di nuovo. I Dwidja sono tutti gli uomini appartenenti alle prime tre classi, Brahmani, Kchatrya e Vaisya, che sono coloro che hanno ricevuto l'investitura del cordone sacro. Questa investitura o cerimonia di iniziazione costituisce la seconda nascita ], quelli della concezione e gli altri, che lavano via tutte le impurità da questo mondo e dall'altro.

 

26” Per le offerte fatte al fuoco per la purificazione del feto, per la cerimonia che accompagna la nascita, per quella della tonsura, e per quella dell'investitura con il cordone blu, tutte le macchie che il contatto con il seme o con la matrice impresse sui Dwdjas sono lavate interamente.

 

28” Lo studio dei Veda, l'osservanza pietosa, le oblazioni al fuoco, gli atti di devozione dei Traividya, le offerte fatte agli Dei e ai Mani durante il noviziato, la procreazione dei figli, le cinque grandi oblazioni e i sacrifici solenni, preparano il corpo ad assorbire l'Essere divino.

 

29” Prima di recidere il cordone ombelicale, è prescritta una cerimonia per la nascita di un figlio maschio; bisogna dargli del miele e del burro chiarificato con un cucchiaio d'oro, recitando i versi sacri.

 

30” Che sia il padre a compiere, o in caso di sua assenza, farà compiere la cerimonia della donazione del nome al neonato, tra il decimo o il dodicesimo giorno dopo la nascita, o dopo un giorno lunare propizio, in un momento favorevole sotto una stella dai buoni influssi.   leggi tutto...

Copyright 2011 Manava Dharma Sastra Libro II° Sacramenti e Noviziato. Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported.
Templates Joomla 1.7 by Wordpress themes free

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy  Cookie Policy