I Classici della Letteratura Antica

Il mito di Zu- Favola cosmogonica Babilonese

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Scritto da Miralba

 

Georgelazenby-Zu e Marduck 

Una delle favole babilonesi riconducibili al ciclo delle favole cosmogoniche è il racconto di “Zu e il furto delle Tavole del Destino”. Erano questi le esclusive proprietà appartenenti ad entità superiori divine, modelli celesti, piani divini assegnati a tutti gli esseri animati ed inanimati, destinati a tutto quanto concerne la sfera terrestre in modo da presiedere all'avvenire dell'uomo e per estensione anche alla sua civilizzazione. Includevano il destino individuale e collettivo, le istituzioni, le regole di comunicazione e di condotta, le relazioni umane e le relazioni con la natura. In esse erano riportate tutto il mistero della creazione. Secondo la comune credenza dei popoli della Mesopotamia tutti gli avvenimenti del mondo, dal più piccolo al più grande nella molteplicità delle sue manifestazioni non erano frutto del caso; tutto era già stato scritto per decreto divino. Erano le divinità stesse che si facevano carico di regolare ogni cosa dei fatti del mondo, deducendo che compito delle divinità fosse quello di deliberare in special modo sopra il fine della razza umana. L'Ubsugina era il luogo prescelto dove gli Dei si riunivano per deliberare sugli avvenimenti del giorno che stava per nascere. L'Ubsugina era situato verso l'Est, presso la porta orientale del Sole, lungo l'Oceano Cosmico. L'assemblea era presieduta da Ea, il grande saggio tra i saggi, a lui spettava di sottoporre all'alto consiglio le varie questioni da deliberare, presenti all'ordine del giorno. Una volta deliberate, era prassi ricopiare quello che potremmo chiamare il verbale dell'assemblea in una stanza chiamato Duka, una specie di ufficio che faceva parte dell'Ubsugina, Le delibere venivano trascritte su tavolette che Shamas o Marduk portavano via con sé quotidianamente per farle conoscere al mondo. Colui che fosse riuscito ad impadronirsi di queste tavolette fatali, prima che il Dio le avesse portate via, per quel giorno sarebbe diventato il padrone del mondo. Un giorno accade che Zu, figlio di Siris, la dama della pioggia e delle nuvole, l'uccello della tempesta che abitava con la sua femmina e tutta la sua nidiata nel monte Sabu, monte, posto sotto la protezione di Marduk, divenne vittima della sua smisurata ambizione, quella di diventare simile agli Dei supremi. Per raggiungere il suo scopo decise di introdursi nella stanza del Destino. Entrò furtivamente, prima del sorgere del sole e li vide la mitra della dominazione e la veste della divinità. Sopra un altare vide anche le tavolette fatali e preso dal desiderio di dominare il mondo, rubò le tavolette agli Dei.

 

...Io prenderò la tavolette fatali agli Dei e gli oracoli di tutti gli Dei io conoscerò. Io quando sarò seduto sul trono bandirò tutti i decreti. Io governerò su tutti gli spiriti del cielo...

 

Nascosto in un angolo della sala, si mise ad aspettare il momento opportuno; quando Marduk, ebbe versato le acque brillanti e sedette sul trono dopo aver deposto la corona, proprio quando il giorno stava per spuntare, Zu, gli strappò dalle mani le tavolette del Destino e avendo preso per se il dominio e la potestà dei decreti corse a nascondersi in cima alla montagna dove aveva il suo nido. Inutile dire che dopo il furto sacrilego, gli Dei divennero furibondi, preda di sacro furore decisero di vendicare l'oltraggio e cosa ancora più importante recuperare le tavole del Destino.

Di nuovo l'assemblea si riunì questa volta per scegliere colui che avrebbe dovuto recuperare le tavole del Destino e sconfiggere Zu. Fu interpellato Ramman, il supremo figlio di An.

An rivolgendosi al figlio gli disse:

-Va figlio mio Ramman, tu il valoroso, fa che nulla riesca a fermare l'impeto del tuo assalto. Vinci Zu con la tua arma e il tuo nome sarà grande tra gli Dei tuoi fratelli. Tu non avrai uguali; a te saranno eretti santuari e se fonderai le tue città nelle quattro regioni del mondo, le tue città si estenderanno su tutta la montagna terrestre( cioè il tuo culto si diffonderà per tutto il mondo). Ma Ramman rifiutò di compiere l'impresa; dopo il furto sacrilego, era diventato troppo debole e vulnerabile rispetto a Zu.

 

Marie-Lan Nguyen-The bird-god Anzu-Musee du Luvre

 

-Ora la parola di Zu è come quella di un Dio, che unisce il cielo alla terra(Shamas), rispose Ramman, la mia possenza non è altro che argilla e tutti gli Dei devono inchinarsi davanti a lui.

 

Fu chiamato Bara, figlio di Ishtar; ma nemmeno Bara si sentiva in grado di contrastare la forza di Zu. Infine fu Shamas che accettò di tentare la prova. Si recò sul monte Sabu, sfidò Zu, riuscendolo a vincere, a recuperare le tavolette e a condurre Zu prigioniero davanti ad Ea. Da quella volta in poi le tavole del Destino rimasero sempre nelle mani degli Dei della luce.

Di questo personaggio si fa menzione in una saga, pervenuta a noi in stato molto frammentario dedicata al Dio Sarturda o Lugal-tudda (il giovane Re), abitante su un monte in un luogo remoto dove viveva in completo isolamento. In questa storia si aggiunge che egli si trasformo in un uccello, “Zu l'uccello della tempesta”e continua accennando ad una moglie e ad una discendenza. Da ciò si deduce che il Dio Zu fu immaginato come un uccello e da un passo degli annali di Assurbanipal che doveva essere anche un uccello da rapina adorato dai Babilonesi e questo è tutto quello che sappiamo di questa divinità. Sotto il profilo astronomico corrispondeva probabilmente alla costellazione di Pegaso. Le opinioni degli Assiriologi in merito alla genesi di questo mito sono piuttosto discordi, qualcuna sembra aver visto in questa storia un talismano o un oracolo in possesso di Marduk, altri sono del parere che il mito stia a simboleggiare un fenomeno fisico, la faccia della luna oscurata dalle nuvole oppure la potenza del sole nel pieno possesso delle sue forze(Shamas) rispetto al sole nascente(Marduk) ancora debole che pertanto si lascia derubare cioè non può splendere in tutto il suo fulgore avviluppato dalle nubi. Altri ancora pensano che Zu sia una specie di Prometeo; come il Titano rapì agli Dei supremi il fuoco così l'uccello rapì le tavole del Destino. Infine c'è chi ha voluto vedere in questo mito una sorta di racconto con finalità educative, finalizzata a dimostrare l'audacia delle azioni malvagie e la necessaria punizione come contrappunto. E' comunque fuori di ogni dubbi che questo mito si è sviluppato intorno a Marduk divinità di Babele, signore del mondo e capo dell'assemblea degli Dei arbitri del Destino, l'una e l'altra premio della vittoria di Marduk su Tiamat. Di questo mito ci restano la rappresentazione figurata su alcuni cilindri Assiri e Babilonesi. Uno mostra il Dio che stringe con la destra il collo di un uccello e afferra con la sinistra la zampa di un altro mentre sta per schiacciare con il piede sinistro un terzo uccello che gli è caduto davanti Sono gli uccelli della tempesta e uno dei tre è Zu. Su altri cilindri Shamas trascina il suo avversario fatto prigioniero davanti ad Ea.

Copyright 2011 Il mito di Zu- Favola cosmogonica Babilonese. Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported.
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